Assistenza per tutta la vita dell'Impresa sociale

 

L’impresa sociale, pur non avenndo scopo di lucro, è comunque una vera e proporia impresa. 

Nulla vieta che l’esercizio dell’attività imprenditoriale produca un avanzo di gestione. Utili e avanzi di gestione devono tuttavia essere destinati allo svolgimento dell’attività statutaria o all’incremento del patrimonio dell’ente. Per evitare l’elusione del divieto sono posti limiti quantitativi alla retribuzione e ai compensi in favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori, collaboratori. E’ tuttavia consentita la remunerazione degli strumenti finanziari diversi dalle azioni o quote, sia pure in misura contingentata.

Sul patrimonio dell’impresa grava un vincolo di indisponibilità in quanto né durante l’esercizio dell’impresa, né allo scioglimento è possibile distribuire fondi o riserve a vantaggio di coloro che fanno parte dell’organizzazione: amministratori, partecipanti, lavoratori, collaboratori. In caso di cessazione dell’impresa, il patrimonio residuo deve essere devoluto ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni, comitati, fondazioni ed enti ecclesiastici, secondo quanto previsto dallo statuto. Poiché l’obbligo di devoluzione ha ad oggetto il patrimonio residuo senza eccezioni, è corretto ritenere che non si debba prima procedere alla restituzione dei conferimenti. Sono fatte salve le regole in tema di devoluzione del patrimonio delle cooperative.

 

Apposite regole fanno sì che l’assenza dello scopo di lucro venga preservata anche in caso di operazioni di trasformazione, fusione e scissione cui partecipi l’impresa sociale o di cessione d’azienda. Trasformazioni, fusioni o scissioni sono consentite solo quando il beneficiario è un’altra impresa sociale o se i soggetti che ne risultano non perseguono scopo di lucro. In quest’ultima ipotesi, va però richiesta l’autorizzazione al Ministero del lavoro, senza la quale l’atto è inefficace. Del pari, la cessione dell’azienda da parte del patrimonio sociale è consentita, previa autorizzazione ministeriale, solo se realizzata in modo da preservare il perseguimento delle finalità di utilità sociale da parte del cessionario.

 

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